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martedì 21 aprile 2020

Intervista al corrispondente consolare Breddo

Proseguiamo la serie di interviste per Telecountry News con alcuni italiani residenti in Russia, oggi è il turno di Gianguido Breddo, corrispondente consolare per le regioni di Samara e Ul'janovsk.

Se qualcuno vuole condividere questo mio articolo in Facebook, tenete presente che da ottobre 2019 hanno bollato il mio blog come spam. Da allora, periodicamente, gli domando dove abbiano ravvisato alcun indizio di spam, ma loro semplicemente non mi rispondono. Una censura piuttosto sofisticata. Dunque, condividete da qui. Per tutti gli altri social networks, condividete dal blog principale, senza problemi. Per tutti gli altri social networks, condividete dal mio blog principale:

https://markbernardini.blogspot.com/2020/04/intervista-al-corrispondente-consolare.html

Non posso fornirvi il link cliccabile, i censori fascisti lo bloccano, quindi copiate l'indirizzo qui sopra e incollatelo nel campo ricerca del browser.

sabato 18 aprile 2020

Intervista al Console onorario Lodigiani

Iniziamo una serie di interviste per Telecountry News con alcuni italiani residenti in Russia, oggi è il turno di Pierpaolo Lodigiani, console generale onorario per i distretti federali Meridionale e del Caucaso Settentrionale.

Se qualcuno vuole condividere questo mio articolo in Facebook, tenete presente che da ottobre 2019 hanno bollato il mio blog come spam. Da allora, periodicamente, gli domando dove abbiano ravvisato alcun indizio di spam, ma loro semplicemente non mi rispondono. Una censura piuttosto sofisticata. Dunque, condividete da qui. Per tutti gli altri social networks, condividete dal blog principale, senza problemi. Per tutti gli altri social networks, condividete dal mio blog principale:

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lunedì 23 marzo 2020

Flashmob Italiani di Russia

Дорогие друзья,

Cari amici,

25 марта 2020 г.,

Il 25 marzo 2020,

Как группа «Итальянцев в России»,

Come gruppo “Italiani di Russia”,

Предлагаем поучаствовать в итало-российском флешмобе,

Proponiamo di partecipare ad un flashmob italo-russo,

В котором мы читаем строки из Божественной комедии Данте, Ад, Песнь 5, Терцины 100-106 (печальная история любви Паоло и Франчески)

In cui leggiamo un passo dalla Divina Commedia di Dante, Inferno, Cantico Quinto, Terzine 100-106, la triste storia dell’amore di Paolo e Francesca

Запишите себя на обоих или на одном языке и выложите в соцсетях с хештэгами:

#остаюсьдомасданте #люблюкультуру #россиянедляиталии

Fate un video in entrambe o in una delle due lingue e pubblicatelo nei social networks con gli hashtag:

#stoacasacondante #ioamolacultura #russiperlitalia

Идея принадлежит итальянскому обществу Данте Алигьери, перевод Михаила Лозинского, во время Ленинградской блокады.

L’idea è venuta alla Società Dante Alighieri, traduzione di Michail Lozinskij, durante l’assedio di Leningrado.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Любовь сжигает нежные сердца,

И он пленился телом несравнимым,

Погубленным так страшно в час конца.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona

Любовь, любить велящая любимым,

Меня к нему так властно привлекла,

Что этот плен ты видишь нерушимым.

Любовь вдвоем на гибель нас вела…

sabato 21 marzo 2020

Coronavirus, sempre colpa di Putin

Mi corre l’obbligo di tornare sulle ragioni per le quali esista una sproporzione mostruosa ad oggi, sabato 21 marzo 2020, tra i contagiati e i morti in Russia e in Italia, visto che i soloni insistono sulla tesi che Putin non la dica tutta.

La densità di popolazione in Italia è di 200 abitanti per kmq, in Russia di 8.

Già questo dovrebbe costituire una ragionevole spiegazione.

Ma, si dice, la Russia ha 4.200 km di confine con la Cina!

Vero.

Beh, intanto 3.500 di questi sono fiumi e laghi, ne restano 700 di terraferma.

Allora andiamo a vedere il dettaglio.

La Russia è suddivisa in 85 soggetti (regioni).

Al confine con la Cina ce ne sono appena sei, coprono un territorio di meno di due milioni di kmq su più di 17 milioni (l’11%) e vi abitano sette milioni e mezzo di persone su 147 milioni (il 5%).

La densità, quindi, è di meno di quattro abitanti per kmq.

Tenete sempre a mente la densità italiana di 200.

Infatti, quasi tutti i russi contagiati (253 alla data odierna) sono tornati dall’Unione Europea e per lo più dall’Italia.

Ecco perché più della metà (131) sono a Mosca.

Consiglio, per una visione d’insieme, la seguente mappa, aggiornata quotidianamente.

Ci sono ovviamente altre ragioni, per esempio misure più restrittive che in Italia, pur se meno restrittive che in Cina o in Corea del Sud.

Sempre per esempio, il fatto che le citate misure sono state intraprese dopo la Cina ma prima dell’Italia.

Nella nostra epoca globalizzata, di droni, di comunicazioni in rete totali ed onnicomprensive, è forse credibile che si possano nascondere dati diversi da quelli ufficiali?

Se per strada mi infilassi le dita nel naso e a qualcuno interessasse, dopo poche ore sarei su Google Maps della mia via.

Insomma, smettetela di essere invidiosi e di giocare al complottismo dilettantesco.

Abbiate la bontà e pazienza di dedicarmi ancora un paio di minuti, guardate il video in questione qui di seguito, poiché sono quasi sicuro che su Fasciolibro lo bloccheranno di nuovo, magari anche il mio account (succede trimestralmente da un decennio). Lo condivido da Youtube e dal mio blog Brežnardini, poiché il mio blog principale (sempre su blogspot, markbernardini tutto attaccato, tutto minuscolo) è bloccato da ottobre 2019 per presunto e mai dimostrato spam (come potrebbero ritenere anche il presente), in modo anche retroattivo: sono spariti tutti i miei messaggi dal 2007 ad oggi, come se non avessi mai né scritto, né condiviso.

Buona visione. Commenti e condivisioni sono ben più che graditi.

giovedì 12 marzo 2020

Facebook censura Coronavirus

A proposito della resistenza dell’Italia al coronavirus, ho ricevuto in WhatsApp un video, che ho condiviso in Facebook. Il sottofondo era il rinomato “All’alba vincerò”.

I censori di Fasciolibro hanno dapprima eliminato l’audio, perché il copyright apparterrebbe a José Carreras, poi hanno oscurato il video, perché contiene scene di violenza.

A tal proposito, comunico che, chiunque abbia un minimo di cultura, si renderà conto che l’esecuzione è di Luciano Pavarotti, solo nel finale Pavarotti canta assieme a Carreras e Placido Domingo, e che tale aria fa parte della romanza “Nessun dorma”, nell’opera Turandot scritta da Giacomo Puccini nei primi anni Venti del secolo scorso (dunque, cento anni fa), rappresentata per la prima volta nel 1926, ma soprattutto che il video in questione, come si evince perfettamente dal finale, appartiene all’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, ente nazionale pubblico italiano.

Abbiate la bontà e pazienza di dedicarmi ancora un paio di minuti, guardate il video in questione qui di seguito, poiché sono quasi sicuro che lo bloccheranno di nuovo, magari anche il mio account (succede trimestralmente da un decennio). Lo condivido da Youtube e dal mio blog Brežnardini, poiché il mio blog principale (sempre su blogspot, markbernardini tutto attaccato, tutto minuscolo) è bloccato da ottobre 2019 per presunto e mai dimostrato spam (come potrebbero ritenere anche il presente), in modo anche retroattivo: sono spariti tutti i miei messaggi dal 2007 ad oggi, come se non avessi mai né scritto, né condiviso.

Buona visione. Commenti e condivisioni sono ben più che graditi.

martedì 25 febbraio 2020

Gli spazi della democrazia

Cominciano ad arrivarmi gli appelli per propagandare il referendum che pretenderebbe di ridurre i deputati da 630 a 400. E spiace che, per lo più, si tratti di persone con cui ho condiviso a sinistra i miei anni '70 e '80. Danno per scontato ciò che scontato non è. Io, per esempio, non solo sono contrario al dimezzamento, ma, fosse per me, addirittura li aumenterei. Mi spiego.

I padri costituenti non erano esattamente degli sprovveduti: avevano previsto 630 deputati e 315 senatori per un elettorato di 28 milioni di elettori. Vuol dire che ciascun deputato rappresentava 44.453 elettori. Attualmente, invece, essendo diventati quasi 51 milioni gli elettori, ogni deputato rappresenta 80.692 elettori. Con il taglio proposto, ogni deputato rappresenterà 127.089 elettori, quasi il triplo rispetto agli anni '40. Mi si restringono gli spazi della democrazia, ed io, da democratico e da comunista italiano, sono contrario. Possiamo discutere del perché un deputato italiano debba prendere più di un eurodeputato (unico caso nell'Unione Europea), per cui convenga di più lavorare a Montecitorio che in Rue Wiertz, ma non la rappresentanza.

Se qualcuno vuole condividere questo mio articolo in Facebook, tenete presente che da ottobre 2019 hanno bollato il mio blog come spam. Da allora, periodicamente, gli domando dove abbiano ravvisato alcun indizio di spam, ma loro semplicemente non mi rispondono. Una censura piuttosto sofisticata. Dunque, condividete da qui. Per tutti gli altri social networks, condividete dal blog principale, senza problemi.

https://markbernardini.blogspot.com/2020/02/gli-spazi-della-democrazia.html

lunedì 21 ottobre 2019

Basta con le repressioni yankee!

Iniziamo con una breve cronistoria. Sono presente nel social network Facebook dal 2007, sono dodici anni. Ogni anno, quattro volte all’anno, trimestralmente, vengo bloccato per un mese, in pratica sono presente al 75%. Le ragioni sono le più disparate e le più risibili, recentemente (2019) per aver ricordato (2017) che Puškin era negro (mi rifiuto di definirlo, in italiano o in russo, colorato o abbronzato) e per aver condiviso (2015) un articolo di una rispettabilissima e storica testata sovietica e russa (Izvestija) in cui si stigmatizzava il blocco di numerose testate, funzionari dello Stato, giornalisti, esponenti politici di primo piano, ministri che parlassero di Ucraina.

La redazione "russofona" (???)
di Facebook a Dublino

Di tutto questo ho scritto innumerevoli volte nel mio blog principale, http://markbernardini.blogspot.com, e ho poi trovato molte persone che hanno condiviso i miei articoli di denuncia in Facebook. Difficile imbavagliarmi. Evidentemente, lo hanno capito anche i fascistelli delle redazioni italiana e russa di Fasciolibro (giova specificare che entrambe si trovano a Dublino per pagare meno tasse). Hanno quindi ora inventato un nuovo escamotage: non è più possibile condividere alcunché dal mio blog, perché… sarebbe una fonte di spam. Con effetto retroattivo: sono anche sparite tutte le condivisioni di questi anni, come se non fosse mai esistito. Naturalmente, è facile dimostrare che non c’è mai stato alcuno spam, può verificarlo chiunque vada anche adesso nel blog in questione. Ma non è questo il punto.

Il fatto è che anche questa vessazione è poco efficace. Ho altri 5-6 blog, continuerò a pubblicare e condividere in Facebook. Il giorno che dovessero bloccarli tutti, ne aprirei ulteriormente altri, all’infinito. Cosa possono farmi ancora? Glielo suggerisco io, anche se non potranno procurarmi che il fastidio di una puntura di zanzara.

Possono cancellare definitivamente il mio account. Beh, ne aprirei altri sempre all’infinito, ed anche bloccare il mio indirizzo principale di posta elettronica ed il mio cellulare non raggiungerebbe il risultato sperato, giacché ho svariati indirizzi e SIM card. Questo comporterebbe comunque la scomparsa di varie mie pagine e gruppi (uno per tutti, “Italiani di Russia”, esistente dal 2008, con oltre 7.000 iscritti). Solo che sono presente in molti altri social network, per esempio “V Kontakte” (http://vk.com) e “Odnoklassniki” (http://ok.ru), ma non sono gli unici, ed in essi ho già creato le “repliche” dei miei gruppi più importanti in Facebook.

Allora potrebbero bloccare il mio IP. Neanche questo risolverebbe il problema della mia fastidiosa presenza: oltre al Wi-Fi in casa, ho quello del cellulare, e dopo quello basta uscire di casa, Mosca ha il Wi-Fi gratuito in tutto il territorio urbano e sui mezzi pubblici sotterranei e di superficie, poi ci sono tutti i locali, non ce n’è uno che non lo abbia. Finalmente, per mestiere viaggio molto, non sempre mi collego da Mosca e non sempre dalla Russia.

Chiedo quindi a questi smanettoni peticellosi (potrebbero essere miei figli, il dio in cui non credo me ne scampi!) di riservare le loro attenzioni ad obiettivi più nobili, più degni di tale invidiabile costanza, per giustificare i loro stipendi.

giovedì 23 agosto 2018

Sui migranti decide Salvini?

Si fa fatica a star dietro alle quotidiane esternazioni dell’attuale ministro degli interni italiano, Matteo Salvini. Su due di queste, tuttavia, vale la pena soffermarsi. In risposta al presidente della Camera Fico, del Movimento Cinque Stelle (suo alleato governativo), ha affermato che sui migranti decide lui, in quanto tutti gli italiani sono d’accordo con lui. Dunque, due affermazioni importanti.

Per la prima, su chi decida, ricorderei sommessamente che, secondo la Costituzione della Repubblica italiana nata dalla Resistenza antifascista, su cui Salvini ha giurato, la prima carica dello Stato è il presidente della Repubblica, la seconda quello del Senato, la terza quello della Camera, solo dopo vengono il presidente del consiglio dei ministri, i suoi vice e poi via via i vari ministri, vice ministri, sottosegretari e quant’altri. In altre parole, l’opinione del presidente della Camera vale più di quella del ministro degli interni.

Per la seconda, su quanti italiani stiano con Salvini, alle ultime elezioni il suo Partito, la Lega, ha preso 5.698.687 voti su 46.505.350 (il 12,25%).

Nulla da aggiungere. Se non che si tratta di affermazioni pericolose, che riportano alla memoria il Partito di Mussolini, che alle elezioni del 15 maggio 1921 prese lo 0,45%, ma il cui capo un anno e mezzo dopo, il 31 ottobre 1922 (tre giorni dopo la “Marcia su Roma”), divenne presidente del consiglio dei ministri.

venerdì 3 agosto 2018

Razzismo in Italia?

Non posso escludere che alcune storie di razzismo, in Italia, siano montate ad hoc, anche se, a giudicare da quel che gli si contrappone, sono invece verissime: per esempio, si dice che l’atleta nera italiana centrata all’occhio da un uovo in alcune foto è bendata sull’occhio destro e in altre su quello sinistro, a riprova dell’artato.

Peccato che sullo sfondo si veda la medesima scritta “clinica oculistica dell’università” allo specchio, avessero almeno avuto l’intelligenza di offuscarla.

Non importa, parliamo d’altro.

Indipendentemente da tutto, sono ormai lontano un paio di decenni dalle diatribe italiche provinciali.

Però ricordo bene i miei anni ’80 e ’90 a Milano, quando l’insulto più in voga in una disputa, nel migliore dei casi, era “terrone” (persino di terza generazione), se non, sempre più spesso negli anni, “marocchino” e “africano”.

Ora, seriamente, visto che in Italia ci vengo un paio di volte l’anno, e addirittura sei volte negli ultimi nove mesi: davvero mi volete convincere che il razzismo in Italia non stia crescendo esponenzialmente?

giovedì 22 febbraio 2018

Italia, fascismo, gnam gnam gnam

No pasaran.

Quest’oggi voglio parlarvi di un fatto che a prima vista sembrerebbe lontano settant’anni fa. Mi riferisco alle prime elezioni della Repubblica italiana, nel 1948. All’epoca, comunisti e socialisti si presentarono in una lista unica, in nome dell’unità antifascista, con il nome di “Fronte Popolare”. Fu una sonora disfatta: quest’ultimo prese il 31% contro il 49% della Democrazia Cristiana. Da allora, per decenni, ci raccontarono che fu per tale alleanza, tant’è, dicevano, che alle elezioni successive del 1953, separati, i comunisti presero il 23%, i socialisti il 13% (quindi, il 36% totale) e la Democrazia Cristiana il 40%. Chiunque gridasse alle ingerenze degli Stati Uniti veniva tacciato di stupidità, marginalità e complottismo.

Lunedì 19 febbraio 2018, su un canale russo, dove si parlava di tutt’altro (Olimpiadi, presunte – ancorché risibili e non dimostrate – ingerenze della Russia nelle elezioni statunitensi del 2016, ecc.), hanno mostrato pochi secondi di un’intervista andata in ondata sul canale statunitense Fox News all’ex direttore della CIA, dal 1993 al 1995, il democratico Robert James Woolsey Jr., nominato da Bill Clinton. Ve ne propongo la visione: è in russo, ma in sottofondo si sente l’originale inglese, e comunque vi metto i sottotitoli in italiano.

Questo è uno degli ex direttori della CIA, anche se non esistono ex direttori della CIA, Woolsey. La conduttrice gli chiede: ma noi? Noi, no, eh? Seguite bene la sua mimica ed ascoltate attentamente la risposta, è molto indicativa.

– Gli USA hanno mai tentato di ingerirsi nelle elezioni di altri Paesi?

– Sì, può darsi, ma era con le migliori intenzioni, impedire ai comunisti di arrivare al potere, ad esempio in Europa nel 1947-1949, in Grecia e in Italia.

– E adesso? Ci ingeriamo nelle elezioni di altri Paesi?

– Uhm… Gnam, gnam, gnam… Solo a fin di bene…

Gnam, gnam, gnam. Avete sentito? Con le migliori intenzioni, impedire ai comunisti di arrivare al potere, ad esempio in Europa nel 1947-1949, in Grecia e in Italia. Ci siamo pappati l’Italia. E lo dice senza alcun senso di vergogna, con l’assoluta certezza della propria impunità. E a parlare non è un Mario Rossi qualsiasi. Giova ricordare che il signore in questione, dall’aria simpatica e bonaria, sia detto senza alcuna ironia, è stato poi presidente dell’ONG “Freedom House”, un’organizzazione non governativa finanziata al 70% dal governo USA (ripeto: organizzazione non governativa finanziata dal governo), coinvolta nei golpe sudamericani degli anni ’60 e ’70 e nelle stragi che hanno insanguinato l’Italia per tre lustri, dal ’69 all’85, con protuberanze che arrivano fino a Gladio, al golpe Borghese e all’omicidio Moro.

Già me lo immagino: ma cosa vai a rimestare queste storie vecchie. Ottimo: prima complottista, ora vecchio trombone. Se tanto mi dà tanto, ritorneremo sulle stragi fasciste verso il 2055. Gnam, gnam, gnam. Ricordatevelo, il 4 marzo.

domenica 4 febbraio 2018

L'antipatica Laura Boldrini

Personalmente, fossi residente in Italia, voterei “Potere al Popolo”. Essendo invece residente all’estero, attendo di vedere se tale coalizione sarà presente in scheda elettorale. In caso contrario, voterò “Liberi e Uguali”. La discriminante è, in ogni caso, “a sinistra del Partito centrista PD”. Questo per stabilire subito dei paletti. Anzi, ce n’è un altro, di paletto.

Sono iscritto all’AIRE presso il Comune di Milano, mia ultima città di residenza in Italia, tanti anni fa. Fossi a Milano, “Liberi e Uguali” mi inviterebbe a votare Onorio Rosati alle Regionali lombarde. Onorio Rosati ci tiene a specificare, nei dibattiti, il suo essere cattolico. Non solo è del tutto legittimo, ma anche piuttosto logico, per attrarre voti, in un Paese a storica e fortissima vocazione cattolica. Io però sono ateo. Non voterei mai non dico un cattolico (mi è anche capitato, a denti stretti), ma uno che ne fa una bandiera, della propria religione. Io sono marxista, e per me la religione – qualsiasi religione – resta l’oppio dei popoli. Sì, lo so che non è di moda, e che posso essere accusato di essere un retrogrado. Io però non ho mai seguito le mode, sono quello che sono, e la posizione di Onorio Rosati è per me un ulteriore motivo per votare “Potere al Popolo”.

Tutto ciò premesso, noto con sorpresa (mica tanta, di sorpresa) un’insofferenza viscerale nei confronti di una delle esponenti di “Liberi e Uguali” e cioè di Laura Boldrini, che oltretutto è Presidente della Camera (come l’altro esponente di rilievo, Pietro Grasso, è Presidente del Senato). Per carità, la destra, i reazionari, i conservatori hanno tutto il diritto di non amarla. Non ha invece alcun diritto quella loro parte che incita alla violenza fisica, alla violenza sessuale e quant’altro nei suoi confronti. Non solo in quanto pur sempre terza alta carica della Repubblica italiana nata dalla Resistenza antifascista, e nemmeno solo in quanto donna (ma già questo risulta particolarmente odioso): in quanto, piuttosto, persona, e persona che la pensa diversamente.

Fin qui, parliamo di gaglioffi e delinquenti (compresi i leoni da tastiera). La sorpresa è che spesso anche tra i potenziali elettori di “Liberi e Uguali”, dunque tendenzialmente progressisti, di sinistra (se ha ancora un senso il termine, e ovviamente per me lo ha), riformatori, si rasenta una sorta di idiosincrasia nei confronti della Boldrini. A me personalmente non piace affatto, nel senso che non ne condivido tutta una serie di atti, di posizioni e di atteggiamenti. E lo voglio specificare, a scanso di equivoci. Sono un linguista e un “purista”, cerco di evitare il più possibile i neologismi (ahimè, non sempre è possibile), e questa idea fissa del mettere la donna come tale al centro d’ogni cosa mi vede avversario fin dagli anni ’70, quando ero giovane, figuriamoci ora che ho la barba bianca. Voglio dire: niente “ministra”, “assessora”, “gentili ascoltatrici e ascoltatori”. La lingua non è un guanto da indossare di volta in volta a seconda delle contingenze politiche e/o temporali. Sono antipatico? Pazienza, è un problema di chi mi legge, non certo mio che scrivo.

Adesso però pongo una domanda a coloro che vorrebbero votare “Liberi e Uguali” e tentennano a causa della presenza, appunto, della Boldrini. Sospetto fortemente che le ragioni delle loro antipatie siano sideralmente distanti dalle mie. Se ho ragione, come sono convinto di avere, le loro ragioni sono quelle di cui ci hanno frastornati da mesi e da anni nei media e nei social networks, tutte – o quasi – menzognere e tutte appannaggio proprio dei fascisti, vecchi e nuovi, dei razzisti, dei maschilisti, dei machisti. Compresi i pentastellati: ricordate il video pubblicato da Beppe Grillo? Il titolo era ben esplicito: “Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?”. Ogni nefandezza è ad essa ascritta, dai migranti alla casta, dall’essere amica degli ebrei all’essere amica dei palestinesi, fino ai “gay pride” (a cui sono avverso anch’io, essendo contrario all’ostentazione delle proprie preferenze sessuali, quali che siano, ma questo meriterebbe un discorso a parte).

Non condivido il suo avere introdotto il linguaggio di genere negli atti e nei lavori alla Camera, istituito l’intergruppo delle deputate per la parità di genere e dedicato una sala di Montecitorio alle donne delle istituzioni. Soprattutto, non condivido le sue posizioni russofobe, tipiche di una certa sedicente pseudosinistra salottiera radical chic. Invece condivido che abbia introdotto un codice di condotta per i parlamentari, una regolamentazione per le attività di lobbying, abolito i vitalizi per gli ex parlamentari condannati per reati gravi e operato per la desecretazione di atti parlamentari fondamentali nella storia del Paese, come quelli sulla Seconda Guerra Mondiale e sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Torno dunque alla mia domanda ai miei lettori potenziali elettori di “Liberi e Uguali” che non digeriscono la Boldrini: voi in prima persona, concretamente, cosa le rimproverate? Sono gradite risposte. Astenersi fascisti et similia.

lunedì 20 febbraio 2017

Nuova sinistra, corsi e ricorsi

1979.

Enrico Rossi ha 21 anni e si sarebbe iscritto al PCI solo sei anni dopo.

Michele Emiliano ha vent'anni e si sarebbe iscritto al PD solo 28 anni dopo.

Roberto Speranza è nato proprio in quell'anno, e ai DS si sarebbe iscritto solo 26 anni dopo.

Massimo D'Alema aveva trent'anni ed era il segretario nazionale della FGCI.

Pierluigi Bersani aveva 28 anni, era iscritto al PCI e proveniva da Avanguardia Operaia.

Sempre nel 1979, le numerose schegge a sinistra del PCI tentarono di unirsi presentandosi alle elezioni con il nome di Nuova Sinistra Unita.

Il risultato fu devastante: 0,80% (addirittura lo 0,14% al Senato).

Se all'epoca quialcuno avesse detto a D'Alema, Bersani, Emiliano, Rossi (Speranza no, per ovvie ragioni anagrafiche) che nel 2017 avrebbero cercato di fondare un gruppo denominato Nuova Sinistra, quel qualcuno sarebbe stato considerato uno squilibrato mentale.

Ovviamente, auguro loro migliore sorte di quella della NSU.

lunedì 5 dicembre 2016

Referendum, italiani all'estero e in Russia

Il primo dato, vistoso, è che, con buona pace di quanti vorrebbero privare nuovamente gli italiani all’estero del suffragio universale, questi ultimi hanno influito per uno striminzito ed ininfluente 0,83%: il NO ha vinto in Italia con il 59,95% e con il 59,12% nel complessivo.

Altro è che, tradizionalmente, il voto all’estero è in controtendenza, con il NO ad appena il 35,26%.

Sempre come da tradizione, gli italiani in Russia sono in controtendenza rispetto alla controtendenza estera: il NO è al 56,17%.

Lo stesso si può dire dell’affluenza: 68,48% in Italia, 30,68% all’estero, 65,50% complessivo, 40,19% in Russia.

Certo, per gli italiani in Russia parliamo di cifre piccole, appena 2.413 elettori, ma che smuovono ben 11 miliardi di euro come interscambio commerciale (prima delle scellerate sanzioni erano quattro volte tanto).

Un ulteriore dato significativo consiste nella costante crescita degli italiani iscritti all’AIRE: quando ottenemmo il diritto di voto, appena dieci anni fa, nel 2006, gli elettori erano 2.707.382, mentre ora sono 4.044.342.

Molti detrattori in Italia puntano il dito ed accusano il presunto desiderio dei figli di emigranti di volersi ritrasferire in Italia.

Personalmente, ritengo che il fenomeno sia opposto e comunque più complesso: vista la crisi globale che attanaglia tutti dal 2008, sono gli italiani in Italia ad andarsene, e la Russia, con le sue piccole cifre, ne è una conferma, proprio perché non è un Paese di tradizionale emigrazione italiana, qui gli italiani sono quasi tutti imprenditori, non ci sono mai stati gli italiani con le valige di cartone; gli elettori erano 1.001 nel 2006, ora sono 2.413.

Da ultimo, sono in molti a fare il paragone con il referendum sul divorzio di più di quarant’anni fa, del 1974.

E’ corretto, e non solo per i risultati (il NO prese il 59,26% e ha preso il 59,12%): tendenzialmente, nella “prima repubblica” (e, parzialmente, nella “seconda”) più la gente votava, più vinceva il NO.

Non solo: Renzi ha parlato per mesi di “accozzaglia del NO”, come, all’epoca, Fanfani (PCI-PSI-PSDI-PRI-PLI).

Ora come allora, sono stati puniti.

giovedì 24 novembre 2016

Povero Berlinguer apocrifo

I supporters renziani del "SÌ" stanno diffondendo viralmente nei social networks la seguente immagine menzognera:

E' un falso, anche piuttosto provocatorio.

Estrapolare da un discorso di una pagina intera dell'Unità le frasi che ci fanno comodo, è una roba da manipolatori infami.

In particolare, tra "Il bicameralismo appare come un ostacolo e come un appesantimento dei lavori parlamentari. La soluzione più razionale è l’unicità dell’assemblea parlamentare" (che fa parte del paragrafo "Parlamento") e il resto (che fa parte del paragrafo "Governo") si dicono un sacco di altre cose, per esempio che "In questo quadro, può ritrovare una sua peculiare funzione consultiva un organismo come il CNEL adeguatamente riformato", mentre sulla scheda referendaria leggo: "Disposizioni per [...] la soppressione del CNEL". Uguale uguale, vero?

Veniamo però alla seconda frase ascritta a Berlinguer: "II problema della stabilità è un aspetto essenziale per consentire una valida programmazione. Per assicurare al governo capacità realizzatrice occorre rafforzare il ruolo del Presidente del Consiglio". E' totalmente falsa! Ecco, invece, come era:

"II problema della stabilità è un aspetto essenziale per consentire una valida programmazione. Esso non può essere affrontato che in termini politici. Tuttavia è possibile pensare, per alcuni settori legati alla realizzazione di specifici obiettivi, alla costituzione di Commissariati, revocabili dal Parlamento e svincolati dalle vicende del gabinetto in carica. Inoltre, per assicurare al governo capacità realizzatrice occorre:

a)ridurre il numero dei ministeri, accorpandone le funzioni o costituendo dei dipartimenti che coordinino i vari ministeri;

b)valorizzare la sede del consiglio dei ministri;

c)rafforzare il ruolo del Presidente del Consiglio.

Ma la cosa eclatante è che tutto il documento... Non è affatto un intervento di Berlinguer!!! C'è proprio scritto: "ampia sintesi della proposta economica elaborata dal PCI dopo un approfondito dibattito che si è svolto in questi mesi all'interno delle strutture del Partito a vari livelli". Io dico che i tifosi renziani dovrebbero vergognarsi. Per chi volesse verificare, l'indirizzo della pagina 7 di giovedì 10 dicembre 1981 dell'Unità, è il seguente: clicca qui.


sabato 2 luglio 2016

TV russa vietata fuori dalla Russia?

"Non appena la «democrazia» ha sconfitto l'Ucraina, hanno vietato i canali televisivi russi. Non appena la «libertà» ha vinto in Argentina, hanno chiuso Russia Today. Ormai è una tendenza". Guardate che 'sta cosa non è proprio una cazzata. Parliamo di canali che trasmettono via etere a casa loro e via satellite (parabola) nel mondo. In Italia si vede Pervyj, RTR Planeta, Russia 24, più alcuni canali "leggeri", tipo telefilm, musica, televendite, ecc. Altrettanto in Russia: dopo che Berlusconi ci ha criptato i canali Mediaset (ma non era amico di Putin, per la sedicente sinistrorsa salottiera radical chic italiota?), e che un decennio prima ci avevano criptato La 7, siamo rimasti con i tre RAI (di RAI 4 e RAI 5 manco se ne parla), i TG 24 di RAI e Mediaset (Sky è da un decennio che ha criptato), RAI Gulp per i bambini (gli altri, tipo Yoyo, sono criptati fin dall'inizio), Uninettuno (che, francamente, serve solo agli studenti stranieri cultori della lingua italiana, benissimo, ma insomma non è rappresentativa), e ovviamente una miriade di canali "locali" che trasmettono televendite e soprattutto telefoni erotici (non sto nemmeno ad elencarli, ma parliamo di centinaia!!! di canali, peggio solo gli americani pseudoarabi). Insomma, immaginiamo che un qualsiasi Stato e per qualunque ragione vieti le trasmissioni dei canali italiani "seri" bollandola come propaganda (Francia, Belgio, Inghilterra...).