lunedì 22 ottobre 2007

De bello mastellico

di Mark Bernardini

Come è noto, essendo emigrato dall'Italia da ormai sei anni, io di quest'ultima non so più un cazzo. Questo a detta dei miei detrattori, ovviamente, ma non ha importanza quanto ciò sia vero: l'importante è ripeterlo finché non diventi vero. Che poi, via internet, mi legga tre-quattro quotidiani italiani al giorno, o che abbia la parabola apposta per far vedere il demendelirio che si vede sui canali raiberlusconiani in famiglia, o almeno i cartoni animati in italiano a mia figlia di tre anni, ciò poco conta.

Poco conta, poiché altre sono le ragioni per le quali ho voluto prendere la penna d'oca (o imbracciare la tastiera a mo' di Kalašnikov, fate vobis).

Leggo, vedo, sento che Mastella, forte del suo zero virgola zero qualcosa (roba da prefisso telefonico), se i giudici comunisti non la smettono di importunarlo e di accusarlo di essere massone e ladro, non voterà un determinato articolo della Finanziaria (o una legge comunque legata ad essa, o qualcosa del genere, insomma qualcosa che fa cascare il governo e tornare Berlusconi).

Ho un problema di causazione, ovvero di consecutio temporum. Siccome i ragazzini del cortile mi hanno tolto il pallone, io tiro con la fionda al lampione più vicino.

Soprattutto, ci sono un paio di cose sulle quali voglio porre una domanda cadauna al vento, ed alle quali conosco già le risposte (dunque, ovviamente, la domanda è retorica).

La sinistra, sulla quale ho 47.384 riserve, viene accusata di "remare contro" e voler far cadere Prodi. Però intanto, forte di un milione di manifestanti (ai funerali di Berlinguer ed al referendum – perso – contro Craxi e l'abolizione della contingenza, ce n'erano un milione e mezzo), ha tenuto a specificare che non ce l'hanno col governo.

C'è il tiro al piccione. Io non mi schiero con i piccioni – che, per inciso, sono considerati imbecilli provenienti in massa dall'IRI, salvo poi riabilitarli come simbolo del movimento per la pace, ma nemmeno con i cacciatori, che generalmente (mi perdoni l'ARCI Caccia per il paragone, ma qui parliamo figurativamente) sono, chissà perché, proprietari di svariate immobiliari, televisioni, squadre sportive, case editrici e quant'altro.

Ecco quindi la prima domanda: è prospettico inseguire il centro anziché la sinistra? Davvero sicuri, il giorno che diverrà chiaro che i due concetti siano poco compatibili, che il centro, ex democristosinistro, sia in Italia più numeroso della paleosinistra, che, come si è visto, è ben più coriacea di quanto qualcuno sperasse?

Conseguenziale la seconda domanda: proprio sicurissimi che Mastella, e soprattutto i suoi dell'Udeur (anche lì ci sarà pure una maggioranza molecolare ed una minoranza di micron), se la sentano di far cadere il governo sulla Finanziaria perché un giudice ha indagato il loro segretario su una mera questione di mazzette? Non sottovalutiamo il popolo bue (che pure E' bue!): passerebbe alla storia recente che il centrosinistra è caduto perché la componente centrista ha voluto fare quadrato attorno ad un arraffone, mica perché la Finanziaria era comunista... Lo sanno anche loro, in politica, a certi livelli, ci sono arraffoni, mica minus habentes. Di Pietro avrà mille difetti, ma dargli dell'analfabeta giuridico, al giudice di Mani Pulite, è da dementi.

Se poi lo dovessero fare egualmente, pazienza: questo governo ha promesso di ritirare le truppe dall'Iraq il giorno dopo che avesse smesso di essere opposizione, ed invece ci ha messo mezzo anno, a differenza di Zapatero in Spagna o (vedremo) di Tusk in Polonia. E continua a sguazzare in Afghanistan, ex-Jugoslavia ed il dio in cui non credo solo sa dove ancora, in giro per un mondo straziato e straziante.

Ciascuno ha il governo che merita. L'Italia ha meritato Prodi, spero che non meriti nuovamente (ma qualche dubbio ce l'ho) l'imbonitore venditore di tappeti di Arcore.

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