mercoledì 7 settembre 2005

ciao, compagno Sergio

No, non è un gossip. Endrigo era iscritto al PCI. E veniva aggratis ai festival dell'Unità di quartiere. Io, in concreto, l'ultima volta l'ho visto a quello dell'Alberone, a Roma, a villa Lazzaroni, nell'82. Aveva già problemi di otite, io all'epoca ero segretario della zona IX della FGCI di Roma. Due-tre anni dopo ha smesso di cantare. Fino all'anno scorso, a 71 anni suonati. Addio, compagno Sergio. A costo di suonare banale, come sempre sono i migliori che se ne vanno, ed io sono sempre più solo.

2 commenti:

  1. Addio Sergio, domenica ti ripeterò il saluto dall'Istria che ti ha visto nascere, sotto gli ulivi
    curvi di olive si piegherà anche la sua memoria a ricordare uno di quei, pochi, figli che non si sono
    bevuti il cervello per capire come solo la feccia nazista e fascista fosse responsabile dell'esilio
    delle sue genti e dell'orrore della guerra.

    Rossano Bibalo

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  2. Da:: "Maria Grazia Beggio"
    Data:: Sab Set 10, 2005 11:19 am
    Oggetto:: Re: [baseverde] una canzone di Sergio Endrigo sulla Resistenza margrabe@...
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    Ringrazio vivamente. Era un aspetto non noto che gli fa molto onore. Abbiamo
    bisogno di recuperare il passato nascosto .... Grazia
    ----- Original Message -----
    From: "dario cangelli liguroni"
    Sent: Saturday, September 10, 2005 10:56 AM
    Subject: [baseverde] una canzone di Sergio Endrigo sulla Resistenza


    LA BALLATA DELL'EX
    (Sergio Endrigo)

    Andava per i boschi con due mitra e tre bombe a mano
    La notte solo il vento gli faceva compagnia
    Laggiù nella vallata è già pronta l'imboscata
    Nell'alba senza sole eccoci qua
    Qualcuno il conto oggi pagherà
    Andava per i boschi con due mitra e tre bombe a mano
    Il mondo è un mondo cane ma stavolta cambierà
    Tra poco finiranno i giorni neri di paura
    Un mondo tutto nuovo sorgerà
    Per tutti l'uguaglianza e la libertà

    In soli cinque anni questa guerra è già finita
    È libera l'Italia l'oppressore non c'è più
    Si canta per i campi dove il grano ride al sole
    La gente è ritornata giù in città
    Ci son nell'aria grandi novità
    E scese dai suoi monti per i boschi fino al piano
    Passava tra la gente che applaudiva gli alleati
    Andava a consegnare mitra barba e bombe a mano
    Ormai l'artiglieria non serve più
    Un mondo tutto nuovo sorgerà
    Per tutti l'uguaglianza e la libertà

    E torna al suo paese che è rimasto sempre quello
    Con qualche casa in meno ed un campanile in più
    C'è il vecchio maresciallo che lo vuole interrogare
    Così per niente per formalità
    Mi chiamano Danilo e sono qua
    E vogliono sapere perché come quando e dove
    Soltanto per vedere se ha diritto alla pensione
    Gli chiedono per caso come è andata quella sera
    Che son partiti il conte e il podestà
    E chi li ha fatto fuori non si sa
    E chi li ha fatto fuori non si sa

    Se il tempo è galantuomo io son figlio di nessuno
    Vent'anni son passati e il nemico è sempre là
    Ma i tuoi compagni ormai non ci son più
    Son tutti al ministero o all'aldilà
    Ci fosse un cane a ricordare che

    Andavi per i boschi con due mitra e tre bombe a mano.



    [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]



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